La domanda che sentiamo più spesso è: “Ma mi lavo i denti due volte al giorno — perché devo venire a fare la pulizia dal dentista?”
È una domanda legittima. La risposta sta in una parola: biofilm.
Cos’è il biofilm e perché lo spazzolino non basta
Il biofilm dentale — comunemente chiamato placca — è una comunità organizzata di batteri che aderisce alle superfici dei denti. Non è uno strato uniforme: è una struttura tridimensionale, con canali interni, capace di resistere all’azione meccanica dello spazzolino in zone che non riesci a raggiungere efficacemente.
Nelle zone interprossimali (tra un dente e l’altro), nel solco gengivale e sulle superfici linguali dei denti posteriori, il biofilm si accumula indisturbato. Nel tempo si mineralizza e diventa tartaro — che a quel punto nessuno spazzolino, per quanto tecnologico, è in grado di rimuovere.
Il tartaro è il substrato ideale per la proliferazione batterica. Quei batteri producono tossine che irritano il tessuto gengivale, innescando una risposta infiammatoria cronica: prima gengivite, poi — se non trattata — parodontite.
Il protocollo GBT: igiene di nuova generazione
Nel nostro studio utilizziamo il protocollo GBT (Guided Biofilm Therapy), sviluppato da EMS e riconosciuto come lo standard più avanzato per l’igiene dentale professionale.
Il GBT segue un flusso di lavoro in 8 step, di cui i più rilevanti per il paziente sono:
1. Colorazione del biofilm Prima di qualsiasi trattamento, applichiamo un colorante diagnostico che rende visibile il biofilm — sia al clinico che al paziente. È il momento della consapevolezza: vedi esattamente dove si accumula la placca e dove la tua igiene domiciliare ha lacune.
2. Rimozione con Airflow Il dispositivo Airflow EMS eroga un getto controllato di acqua, aria e polvere fine (eritritolo) che rimuove il biofilm in modo selettivo, senza toccare lo smalto e senza produrre calore. È indolore, rapido e particolarmente delicato su gengive, protesi e impianti.
3. Rimozione del tartaro con Piezon Dove il biofilm si è già mineralizzato, usiamo lo scaler a ultrasuoni Piezon EMS con punte specifiche No Pain — progettate per lavorare con un contatto minimo sul dente, riducendo sensibilità e fastidio.
4. Lucidatura e istruzioni domiciliari Completiamo con la lucidatura delle superfici e, cosa non meno importante, con una consulenza personalizzata sull’igiene domiciliare: tipo di spazzolino, tecnica corretta, uso del filo o dello scovolino in base alla tua anatomia.
Ogni quanto farla?
La risposta non è uguale per tutti. Dipende da:
- Predisposizione genetica alla parodontite
- Velocità di accumulo del tartaro (varia da persona a persona)
- Presenza di impianti (richiedono manutenzione più frequente)
- Terapia ortodontica in corso
In linea generale, per la maggior parte degli adulti sani ogni 6 mesi è la frequenza raccomandata. Per i pazienti parodontali in mantenimento o con impianti, ogni 3-4 mesi.
E i bambini?
Sì, anche i bambini dovrebbero fare igiene professionale — generalmente a partire dall’eruzione dei denti permanenti. Non solo per rimuovere il tartaro, ma soprattutto per imparare la tecnica di spazzolamento corretta fin da piccoli, in un ambiente non intimidatorio.
Cosa succede se non la fai
Non è una questione estetica. La parodontite — malattia delle gengive in stadio avanzato — è la prima causa di perdita dei denti negli adulti. È una malattia silenziosa: spesso non fa male fino a quando il danno osseo è già significativo.
Inoltre, la ricerca ha documentato correlazioni tra parodontite e patologie sistemiche: diabete, malattie cardiovascolari, complicanze in gravidanza. La bocca non è un distretto separato dall’organismo.
Se non ricordi quando hai fatto l’ultima igiene professionale, probabilmente è il momento giusto per prenotarne una.