Studio Dentistico Lorenzini · Rignano sull'Arno
Carie, fratture, denti scheggiati: l'obiettivo è sempre conservare il massimo
di tessuto naturale sano. Otturazioni in composito invisibili, precise, durature.
La filosofia conservativa
L'odontoiatria conservativa si occupa di diagnosticare e trattare le lesioni del tessuto dentale duro — principalmente la carie, ma anche fratture, abrasioni, erosioni ed ipersensibilità — intervenendo nel modo più conservativo possibile, cioè rimuovendo solo il tessuto compromesso e restituendo al dente la forma, la funzione e l'estetica originali.
Il principio guida è la minima invasività: nessun tessuto sano viene rimosso se non strettamente necessario. Le tecniche moderne di diagnosi precoce permettono di individuare la carie nelle fasi iniziali, quando il trattamento è ancora minimo e la conservazione del tessuto è massima.
Utilizziamo resine composite di ultima generazione, disponibili in decine di sfumature di colore, che consentono di ottenere restauri esteticamente invisibili e meccanicamente resistenti, sia nei settori posteriori che in quelli anteriori.
Resine fotopolimerizzabili in sfumature multiple: il restauro è indistinguibile dal dente naturale, anche in piena luce.
Intercettare la carie nelle fasi iniziali significa trattamenti più piccoli, meno invasivi e un risparmio per il paziente nel lungo termine.
Quando la carie è estesa, utilizziamo composito stratificato o intarsi in ceramica per restauri ampi e duraturi, senza ricorrere alla corona completa se non necessario.
Utilizziamo tecniche di anestesia a lenta infiltrazione e aghi atraumatici per ridurre al minimo il fastidio anche per i pazienti più ansiosi.
Come operiamo
Ogni intervento conservativo segue un protocollo preciso, dalla diagnosi radiologica alla rifinitura estetica del restauro. Nessun passaggio viene saltato.
La visita di controllo prevede sempre un'esplorazione accurata di ogni superficie dentale e, quando indicato, la radiografia endorale bite-wing per visualizzare le lesioni cariose interprossimali non visibili a occhio nudo.
Prima di intervenire si applica l'anestesia locale con tecnica atraumatica — gel topico + infiltrazione lenta. Il dente viene isolato con una diga in gomma: elimina l'umidità orale (fondamentale per l'adesione del composito) e migliora il comfort e la sicurezza del paziente durante l'intervento.
La rimozione della carie avviene con frese a bassa velocità e strumenti manuali specifici, che consentono di distinguere il tessuto infetto da quello demineralizzato ma recuperabile. Solo il tessuto compromesso viene rimosso — mai per eccesso.
Il composito viene applicato a strati, fotopolimerizzando ogni strato separatamente. Questa tecnica riduce la contrazione da polimerizzazione e consente di modulare la traslucenza e il colore delle diverse zone del dente, ottenendo un risultato estetico che replica i dettagli ottici del dente naturale.
Dopo la polimerizzazione finale, il restauro viene rifinito con frese diamantate, dischi abrasivi e paste di lucidatura per ottenere una superficie liscia e lucida che replica la brillantezza naturale dello smalto. L'occlusione viene verificata e corretta con carte articolari per garantire una masticazione fisiologica.
Composito vs amalgama
Il composito è disponibile in decine di sfumature di colore e traslucenza. Il restauro si integra con il dente in modo invisibile, anche sotto luce diretta e fotografica.
A differenza dell'amalgama, che richiede cavità di forma specifica per ritenzione meccanica, il composito aderisce chimicamente allo smalto: si rimuove solo il tessuto cariato, niente di più.
Il composito è biocompatibile e privo di metalli pesanti. L'amalgama d'argento — ancora usata in alcuni studi — contiene mercurio e tende a creare micro-fratture nel dente a lungo termine.
La fotopolimerizzazione con lampada LED indurisce il composito in pochi secondi. Il paziente può masticare immediatamente dopo la seduta, senza attese.
Se nel tempo il restauro si scheggia o si usura in un punto, nella maggior parte dei casi è possibile ripararlo aggiungendo composito, senza dover rifare l'intera otturazione.
Sia nei denti posteriori (premolari e molari), dove si richiedono resistenza alla masticazione, sia nei denti anteriori, dove l'estetica è prioritaria.
Quando è indicata
Non sempre la carie dà sintomi nelle fasi iniziali. Per questo i controlli periodici sono fondamentali: molte carie vengono diagnosticate a raggi X prima che diventino dolenti — e trattate con interventi minimi. Esistono però situazioni sintomatiche che non vanno ignorate.
Prenota una visita di controlloSensibilità che si risolve entro 30 secondi indica carie o dentina esposta. Sensibilità persistente può indicare interessamento della polpa.
Le macchie bianche opache indicano demineralizzazione iniziale (pre-carie), trattabili senza rimozione di tessuto. Macchie scure indicano carie attiva o arrestata.
Un dente rotto espone la dentina (sensibile) e può portare a carie rapida se non restaurato. Una ricostruzione in composito può risolvere il caso in una sola seduta.
Otturazioni in amalgama che si distaccano, si incrinano o presentano carie secondaria vanno sostituite con composito moderno, ripristinando estetica e funzione.
Le nostre credenziali
Domande frequenti
Con i materiali e le tecniche attuali, un'otturazione in composito ben eseguita dura mediamente 10-15 anni, talvolta più a lungo. La durata dipende da diversi fattori: la dimensione del restauro, la posizione nel cavo orale, le abitudini di igiene orale del paziente e la frequenza dei controlli. I molari posteriori sottoposti a maggiori carichi masticatori si usurano più rapidamente dei denti anteriori.
Con l'anestesia locale non si avverte dolore durante l'intervento. La fase di iniezione può essere fastidiosa, ma utilizziamo gel anestetici topici preliminari e una tecnica di infiltrazione lenta per minimizzarla. Dopo la fine dell'effetto anestetico (2-4 ore), può esserci un lieve fastidio all'occlusione o alla masticazione nei primi giorni: è normale e si risolve spontaneamente o con un breve aggiustamento dell'otturazione.
Se la carie è rimasta superficiale o intermedia, basta un'otturazione. Quando la carie raggiunge la polpa dentale (il "nervo"), o quando il dente presenta dolore spontaneo, sensibilità che non passa o ascesso, diventa necessario il trattamento canalare (endodonzia). La diagnosi si basa sull'esame clinico, sul tipo di sintomatologia e sulla radiografia. L'obiettivo in ogni caso è salvare il dente naturale.
Sì, il composito fotopolimerizzato è immediatamente rigido e resistente — non c'è bisogno di aspettare come con l'amalgama. Ti consigliamo però di aspettare che l'anestesia sia completamente svanita (2-4 ore) prima di mangiare, per evitare di morderti la guancia o la lingua inavvertitamente senza sentire dolore.
La carie non aspetta
Diagnosi precoce e trattamento mini-invasivo. Una visita di controllo è il modo migliore per evitare interventi più complessi in futuro.