Studio Dentistico Lorenzini · Rignano sull'Arno
La malattia parodontale è la prima causa di perdita dei denti negli adulti. Si tratta, si controlla,
si previene. Prima si interviene, meno danni si subiscono — e meno denti si perdono.
Cos'è la parodontite
La parodontite — comunemente chiamata piorrea — è un'infezione batterica cronica che colpisce i tessuti di supporto del dente: gengive, legamento parodontale e osso alveolare. Non è una malattia rara: oltre il 50% degli adulti over 40 presenta forme lievi o moderate di parodontite spesso senza saperlo, perché inizialmente è asintomatica.
Il segno più comune è il sanguinamento gengivale durante lo spazzolamento — spesso erroneamente considerato normale. Sanguinamento gengivale non è normale: è il primo segnale di infiammazione. Ignorarlo permette alla malattia di progredire silenziosamente, distruggendo l'osso di supporto dei denti.
La buona notizia: la parodontite è trattabile e il suo avanzamento è controllabile. Con una diagnosi precoce e un trattamento adeguato, è possibile bloccare la progressione, ridurre le tasche parodontali e mantenere i denti per decenni. Il nostro studio utilizza il protocollo GBT EMS — lo standard più avanzato disponibile — per diagnosticare e trattare la parodontite in modo efficace e non invasivo.
Il parodontogramma misura la profondità delle tasche gengivali: rileviamo la malattia prima che causi danni visibili e trattabili.
La levigatura radicolare con ultrasuoni — la terapia causale — risolve la maggior parte dei casi senza bisogno di chirurgia.
La parodontite non si "guarisce" ma si controlla: il protocollo di mantenimento post-terapia è l'unico modo per prevenire le ricadute.
La parodontite è correlata al diabete, alle malattie cardiovascolari e alle complicanze in gravidanza. Trattarla è importante per la salute generale.
Il protocollo parodontale
Il trattamento della parodontite segue fasi precise, ognuna con un obiettivo specifico. Saltare una fase significa compromettere il risultato.
La visita parodontale include la misurazione sistematica delle tasche gengivali (parodontogramma a 6 punti per dente), la valutazione del sanguinamento al sondaggio, la mobilità dentale e la radiografia per la valutazione del livello osseo. La classificazione della malattia (stadio e grado) guida la scelta del trattamento.
Prima di qualsiasi terapia causale, si effettua una seduta di igiene professionale GBT completa: colorazione del biofilm, Air-Flow sopragengivale, Perioflow sottogengivale e rimozione del tartaro con ultrasuoni PIEZON. Il controllo del biofilm è il prerequisito indispensabile per qualsiasi terapia parodontale.
La terapia parodontale non chirurgica (TPU) consiste nella levigatura radicolare: pulizia e levigatura delle superfici radicolari all'interno delle tasche parodontali, sotto anestesia locale, con curette manuali e ultrasuoni specifici. L'obiettivo è rimuovere il tartaro e il biofilm sottogengivale, eliminare la causa dell'infiammazione e creare una superficie radicolare biocompatibile su cui il tessuto gengivale possa riattaccarsi.
Dopo 8-12 settimane dalla TPU, si effettua una nuova misurazione delle tasche parodontali per valutare la risposta al trattamento. Nella maggior parte dei casi le tasche si sono ridotte significativamente e la malattia è sotto controllo. Nei casi con tasche residue profonde (≥5 mm) che non rispondono alla terapia non chirurgica, si valuta l'indicazione chirurgica.
La parodontite è una malattia cronica: dopo il trattamento attivo, il paziente entra in un programma di mantenimento parodontale (Supportive Periodontal Therapy) con sedute ogni 3-4 mesi. Ogni seduta include un nuovo parodontogramma, igiene GBT completa e rivalutazione dei siti problematici. Senza mantenimento, la parodontite ricomincia a progredire.
Cosa si ottiene con il trattamento
La levigatura radicolare porta alla riduzione delle tasche parodontali profonde nella maggior parte dei pazienti. Tasche più superficiali sono più facili da pulire e meno vulnerabili alla reinfezione.
Il sanguinamento è il segno dell'infiammazione attiva. Dopo il trattamento e con una corretta igiene domiciliare, le gengive smettono di sanguinare.
I denti mobili a causa della parodontite possono riacquistare stabilità se il trattamento è tempestivo. L'obiettivo è conservare quanti più denti naturali possibile.
I pazienti diabetici trattati per parodontite mostrano miglioramento del controllo glicemico. Il trattamento parodontale ha effetti positivi documentati sulla salute cardiovascolare.
La parodontite non trattata aumenta il rischio di perimplantite. Trattare la parodontite prima di inserire impianti è un requisito clinico, non un optional.
L'alito cattivo persistente è spesso causato dai batteri nelle tasche parodontali. Il trattamento elimina la fonte batterica e risolve il problema alla radice.
Domande frequenti
I segnali più comuni sono: gengive che sanguinano durante lo spazzolamento o il filo interdentale, gengive arrossate o gonfie, alito cattivo persistente, denti che sembrano più lunghi (recessione gengivale), sensibilità radicolare, denti che si muovono. Molti pazienti non hanno sintomi nelle fasi iniziali: per questo la visita parodontale con parodontogramma è fondamentale anche in assenza di disturbi.
La terapia parodontale non chirurgica viene eseguita sotto anestesia locale: il paziente non avverte dolore durante l'intervento. Nelle 24-48 ore successive, le gengive possono essere dolenti e sensibili — gestibile con antinfiammatori da banco. Nel giro di qualche giorno il fastidio scompare e le gengive iniziano a migliorare visibilmente.
La parodontite non si "guarisce" nel senso tradizionale: l'osso e il tessuto parodontale persi non si rigenerano spontaneamente. Ma la malattia si può bloccare e controllare a lungo termine. I pazienti che seguono il programma di mantenimento mantengono i denti per decenni. "Controllare" la parodontite significa tenerla in uno stato stabile — è l'obiettivo realistico e raggiungibile.
Non di norma. La terapia meccanica (levigatura radicolare) è il trattamento di prima scelta. Gli antibiotici sistemici (amoxicillina + metronidazolo) vengono riservati ai casi di parodontite aggressiva o a quei pazienti che non rispondono adeguatamente alla sola terapia meccanica: è una decisione clinica valutata caso per caso, non una prescrizione di routine.
Le gengive si possono salvare
Una visita parodontale con parodontogramma completo è il primo passo. Prima si inizia il trattamento, meno danni si devono gestire.